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Ospedale di Caserta
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21-09-2002

diagnostica per immagini
Disponibili di routine, a Caserta, le nuove indagini strumentali tomografiche

Parkinson svelato con positroni e fotoni

Nessun altro esame, compresi Tac e Risonanza magnetica, sono utili alla diagnosi
Eugenio M. Covelli*

La diagnosi del morbo di Parkinson, una delle più diffuse malattie neurologiche dopo i cinquant'anni, si basa sull'esame clinico neurologico, sulla risposta favorevole alla terapia con levodopa e su alcune indagini strumentali di diagnostica per immagini.

***
Non esistono esami ematochimici (del sangue) per la diagnosi della malattia di Parkinson, nemmeno la Tac (Tomografia Assiale Computerizzata) e la Rmn (Risonanza Magnetica cerebrale) sono utili per la diagnosi diretta ma solo necessarie per escludere eventuali cause della sintomatologia (per esempio Parkinsonismi secondari a tumori o ad accidenti vascolari).
Tuttavia, la Rmn (specie se eseguita con tomografo ad alto campo), meglio della Tac permette di ottenere immagini dettagliate delle strutture dell'encefalo. Questo esame permette di valutare lo stato anatomico sia della sostanza nera sia dei nuclei della base dell'encefalo colpiti nella malattia. Inoltre, si ottengono informazioni molto importanti sulle condizioni generali dell'encefalo quali ad esempio la presenza o meno di atrofia (rimpicciolimento della massa cerebrale) o la presenza di piccoli insulti di origine vascolare (piccole cicatrici) che, nel loro insieme, possono giocare un ruolo nella sintomatologia presentata dal paziente con Parkinson (oltre ad escludere l'eventuale presenza di processi espansivi).

La medicina nucleare
Se la Rmn e la Tac, consentono di effettuare una valutazione morfologica dell'encefalo, con esami Medico nucleari, come la Pet (Tomografia ad emissione di positroni) e la Spect (Tomografia a emissioni di fotone singolo) possiamo valutarne la funzionalità utilizzando piccole dosi di traccianti per misurare i processi biologici e biochimici. Nei pazienti con disturbi del movimento, le metodiche Spect e Pet permettono di valutare lo stato funzionale neuronale. Questo consente di ottimizzare la diagnosi e di identificare strategie terapeutiche individuali, nonchè di caratterizzare con maggiore accuratezza popolazioni di pazienti al fine di creare gruppi omogenei per gli studi clinici. Poichè le modificazioni funzionali sono più precoci rispetto a quelle morfologiche e precedono, addirittura, la comparsa della sintomatologia, indagini strumentali come la Pet e la Spect sono in grado di rilevare prima di Tac e Rmn una disfunzione del sistema dopaminergico (imaging della attività dopaminergica) cerebrale.

Si analizza la funzione
Lo studio molecolare mediante Spect viene eseguito utilizzando un isotopo, lo 123 I-ioflupane, (un analogo della cocaina) che, attualmente, rappresenta un ottimo ligando nell'ambito dei trasportatori della dopamina.

Neuroni dopaminergici
Una perdita marcata dei trasportatori dopaminici del corpo striato (Dats), con perdita di neuroni dopaminergici nigrostriatali, è stata ben documenta.
La Spect di radioligandi che legano i Dats è, quindi, un metodo sensibile ed utilizzato per indagare l'integrità del sistema dopaminergico nigrostriatale pre-sinaptico. L'esame Spect dei trasportatori dopaminici striatali (Dats) è, oggi, possibile di routine presso il dipartimento di diagnostica per Immagini dell'Azienda Ospedaliera " Sebastiano di Caserta", diretto dal Giuseppe Belfiore, grazie ad una nuova molecola la ioflupane marcata con Iodio-123 (DaTscan).

L'andamento è cronico
La malattia di Parkinson è una malattia ad andamento cronico evolutivo, con interessamento del sistema extrapiramidale, che clinicamente si manifesta con progressivo rallentamento motorio, tremore, rigidità muscolare e con un corteo di sintomi secondari a frequenza variabile tra i quali spiccano per importanza i disturbi vegetativi e la depressione del tono dell'umore.

Descritta nel 1817
Sebbene descritta per la prima volta da Sir J. Parkinson nel 1817, sono ancora molti gli aspetti poco noti della malattia, incluso l'eziologia, il ruolo dei fattori predisponenti, la genetica, la patogenesi, la progressione e la risposta ai farmaci. Al progressivo aumento delle conoscenze scientifiche sulla malattia di Parkinson fa riscontro, sul piano clinico, un'attenzione sempre maggiore a due punti essenziali della pratica clinica.

La pratica clinica
La possibilità di una diagnosi differenziale tra la malattia idiopatica di Parkinson ed i parkinsonismi secondari (diagnosi precoce certa); 2) la disponibilità di sempre nuovi e mirati strumenti diagnostici (per prevedere in anticipo l'andamento della malattia) e terapeutici.
La diagnosi si basa sull'osservazione della triade clinica costituita da tremore, rigidità e rallentamento dei movimenti (bradicinesia); l'insorgenza monolaterale dei sintomi e la risposta al trattamento con levo-DOPA rappresentano altri elementi utili per la diagnosi.

I sintomi iniziali
I sintomi iniziali variano da soggetto a soggetto, ma di solito i pazienti avvertono una sensazione di debolezza ed una maggiore affaticabilità senza perdita di forza muscolare.
All'esordio dei sintomi possono sussistere comunque incertezze diagnostiche, in particolare quando sono presenti anche sintomi cerebellari, piramidali, cognitivi e del sistema nervoso autonomo.
Esistono forme cliniche diverse che per molti aspetti assomigliano al Morbo di Parkinson, ma che in realtà non lo sono.

Osservazioni su cadavere
Osservazioni post-mortem hanno indicato che l'errore diagnostico può riguardare fino al 25% dei soggetti cui era stato diagnosticato il Parkinson .

Metodologia affidabile
Noi riteniamo che questa metodologia sia affidabile ed al momento la più eseguibile in ragione della maggiore diffusione sul territorio dei tomografi Spect rispetto a quelli PET.
Inoltre, essendo la perdita dei recettori un processo esponenziale, risulta essere un buon indice prognostico per valutare l'evoluzione della malattia.


*dirigente medico I livello - sezione Medicina
nucleare
dipartimento di
diagnostica per Immagini
Azienda ospedaliera
`"San Sebastiano" Caserta


num. 184 - pag. 15
 

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