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18-06-2005

diritto dei consumatori

Problemi con gli avvocati: cosa sapere

Enzo Vitiello

Un consiglio su come affrontare un problema : l'avvocato può rilasciare al cliente un parere a voce o scritto, cosidetto prima consulenza, oppure assiste il cliente (scambio di corrispondenza con la controparte, trattative extragiudiziali, trattazione vera e propria di una causa), per la quale il cliente rilascia all'avvocato apposito mandato scritto.
Per evitare equivoci il cliente può chiedere il rilascio di un preventivo, anche solo "di massima" e scritto dei costi dell'intervento del legale.

I casi
L'avvio di una causa o il resistere in giudizio contro qualcuno che ci ha chiamati davanti ad un giudice è sempre una scelta "congiunta" fra cliente ed avvocato. Importante è che l'avvocato fornisca anche una valutazione sulle probabilità di successo di una eventuale azione. L'obbligo di informare il cliente sulle possibilità di successo della causa che intende promuovere rappresenta un aspetto particolare del dovere di diligenza del codice deontologico dell'avvocato.
Ricordiamo che gli obblighi dell'avvocato sono obblighi cosidetti di "mezzi" e non di "risultato": ciò significa che il professionista non è responsabile se il risultato non viene raggiunto nella forma prevista o sperata.

La procura
Quando il cliente da' incarico ad un avvocato, deve firmare la cd. procura, la quale di solito è molto ampia e comprende di norma la fase extragiudiziale, le eventuali trattative prima e durante la causa, la trattazione del giudizio di primo grado, di quello di appello, della fase di esecuzione.
Se per qualche motivo il cliente vuole chiudere il rapporto con l'avvocato è necessario che gli comunichi, per iscritto, la revoca del mandato.

Informazione
L'avvocato ha il dovere di informare il suo cliente sugli sviluppi del procedimento o dell'affare da lui curato non solo verbalmente ma anche per iscritto
E' giusto che il cliente abbia una copia dell'atto di citazione o di quello di costituzione in giudizio, dove sono spiegate le ragioni in fatto ed in diritto della linea di difesa intrapresa.

Spese di lite
Se il cliente vince la causa con la condanna della controparte al pagamento delle spese processuali, paga tutto chi ha perso: anche gli anticipi richiesti dall' avvocato dovranno venir restituiti dallo stesso nel momento in cui egli sarà riuscito a recuperare le somme della sentenza dalla controparte.
Se il cliente vince la causa con la compensazione delle spese ha diritto solo a ciò che la sentenza riconosce, mentre ognuno paga le spese del proprio avvocato.
Se il cliente perde la causa con la condanna al pagamento delle spese processuali della controparte, è tenuto a pagare non solo quanto disposto in sentenza o nell'atto di precetto, ma anche le spese dell' avvocato.

La parcella
L'avvocato ha diritto al rimborso delle spese vive da lui anticipate per conto del cliente (carte, bolli, imposte), ha diritto ai "diritti" fissati dal tariffario forense per le singole attività svolte, ha diritto all'onorario per la qualità del lavoro svolto. Oltre a ciò nella parcella è anche inclusa l'Iva (20 per cento su diritti ed onorari) e il contributo per la Cassa Previdenziale (2 per cento su diritti ed onorari) . Per i diritti e gli onorari (per ciascuna attività inclusa nel tariffario e per differenti fasce di "valore" della causa) sono previste per legge una tariffa minima e massima.
Se il cliente vuole contestare la parcella dell'avvocato deve richiedergli per iscritto la dettagliata spiegazione delle singole attività svolte e i relativi compensi e, se non è d'accordo con quanto indicato o ritiene che la nota sia esagerata, può richiedere con lettera raccomandata con avviso di ricervimento la liquidazione della parcella attraverso il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati che si pronuncia sulla congruità della parcella dell'avvocato, provvedendo, se del caso, a ridurre le voci in eccesso.

Responsabilità
La responsabilità civile dell'avvocato trova i suoi riferimenti negli articoli 2229 - 2238 del Codice Civile, che regolamentano l'esercizio delle professioni intellettuali, gli obblighi del prestatore d'opera e la loro responsabilità appunto.
Altro articolo del Codice civile importante in materia è l'articolo 1176, secondo il quale " nell'adempimento delle obbligazioni il professionista deve osservare un comportamento informato al criterio della diligenza, da valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata". Si fa riferimento qui a quella che viene comunemente chiamata "diligenza del buon professionista", che indica come l'avvocato debba essere ben preparato tecnicamente e quindi debba prestare la necessaria attenzione nell'esercizio della propria attività.

Giudizio
Il difensore d'ufficio viene nominato "automaticamente" a tutti coloro che si trovino per qualche motivo perseguiti penalmente: spetta poi al soggetto indagato scegliere se avvalersi di detto difensore oppure di altro, cd. "di fiducia". In ogni caso il difensore d'ufficio ha diritto al suo onorario per l'attività prestata, non è cioè "gratuito".

Diritto
é il diritto che la legge riconosce al cittadino "non abbiente" ad essere difeso gratuitamente da un avvocato . é altresì il diritto di non pagare le spese del processo, comprese quelle della consulenza tecnica.
Il patrocinio a spese dello Stato può essere richiesto nei processi civili, amministrativi, tributari, tranne che in alcune eccezioni specificate dalla legge e compresi gli affari di volontaria giurisdizione.
é altresì previsto anche per i processi penali, comprese le azioni civili connesse (risarcimento del danno da reato).
I soggetti che possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato sono i cittadini italiani, gli stranieri o apolidi con regolare permesso di soggiorno, nonchè enti o associazioni senza scopo di lucro e senza attività economica
La condizione per beneficiare dell'agevolazione. è quella di avere un reddito imponibile ai fini dell'imposta Irpef, risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore a euro 9.296 (Lire 18 milioni).
A tal fine viene considerata la somma dei redditi dei componenti la famiglia dell'istante, al reddito dell'istante viene quindi sommato quello dei famigliari conviventi. Si tiene conto del solo reddito dell'interessato, quando gli interessi del richiedente siano in conflitto con quelli degli altri familiari oppure nel caso in cui oggetto della causa siano diritti della persona.
La richiesta va presentata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o in carta semplice al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del luogo dove ha sede il processo.
Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, nei dieci giorni successivi alla presentazione della richiesta, valuta se esistono i presupposti per l'ammissione al patrocinio.
La decisione, che può essere di accoglimento o di rigetto, viene comunicata al richiedente, nonchè al giudice competente e anche al direttore regionale delle entrate; a quest'ultimo per la verifica dei limiti di reddito dichiarati dall'interessato.
Nei processi penali la richiesta va presentata invece all'ufficio del magistrato davanti al quale è pendente il processo.
La firma in calce alla richiesta viene autenticata dal difensore se già nominato; altrimenti alla richiesta va allegata copia semplice di un documento di identità.

Durata
Fino a quando dura il processo ed entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno dal momento della presentazione della richiesta, il richiedente si obbliga a comunicare al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati le eventuali variazioni dei limiti di reddito, che possano comportare un esclusione dal beneficio. Il Consiglio può disporre anche eventuali controlli in proposito.
Se durante il processo cambia la situazione di reddito dell'interessato ai fini dell'ammissione al patrocinio, oppure viene accertato che questi abbia agito con mala fede o colpa grave, il giudice può procedere alla revoca del beneficio. Nel caso sia modificato il limite di reddito, la revoca ha effetti dal momento dell'accertamento di tale modifica. Negli altri casi ha efficacia retroattiva e comporta il recupero delle somme anticipate fino a quel momento dallo Stato al difensore del richiedente o di quelle dalle quali il richiedente era stato esentato (imposte di bollo, di registro)
Per dichiarazioni non corrispondenti al vero è prevista addirittura la reclusione da uno a cinque anni e la multa da euro 309,87 a euro 1.549,37 oltre la revoca dei benefici ed il recupero a carico dell'interessato delle somme dovute.
Il fac simile della domanda di patrocinio a spese dello Stato può essere richiesto direttamente alla Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.


num. 120 - pag. 21
 

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