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01-03-2008

industria automobilistica

Fiat, il cambiamento e Giambattista Vico

Pasquale Persico

Nel bel saggio di Luciano Gallino "La scomparsa dell'Italia industriale, edizioni Einaudi, si sottolineava, a proposito del settore auto, che il problema principale rimaneva quello di arrivare a produrre un volume di super componenti, da aggiungere ad una produzione completa, che consenta una produzione equivalente di 3 milioni di auto per anno. Pur ipotizzata come strategia, l'ipotesi veniva in ogni caso ritenuta improbabile data la eccessiva diversificazione di attività del gruppo (2002). L'intervento che viene presentato parte da queste considerazioni, e constatando che questa ipotesi è oggi nel piano industriale del Gruppo, e quindi probabile in termini di realizzazione, affronta il tema del cambiamento organizzativo come nuova visione della Fabbrica integrata. Il tema della qualità totale, dell'organizzazione delle attività nella e fuori della Fabbrica integrata, il terzismo e l'identità territoriale, devono essere rivisitati teorico in cui si misura il passaggio definitivo della organizzazione produttiva dalla forma Industria, in cui il produrre dentro era il modo di accumulare vantaggi competitivi, alla forma organizzativa di In-dustria cioè di un'organizzazione produttiva che si avvantaggia ogni giorno delle informazioni che entrano (in) nel modello organizzativo, e questo è capace di riposizionare il modo di produrre qualità e organizzazione .
La nuova Fiat grazie all'esperienza consolidata delle pratiche di World Class Management, pur ispirandosi al modello Toyota, riesce ad integrare nuovi modelli di controllo di qualità (Sei sigma day è diventata una consuetudine) utilizzando le nuove tecnologie disponibili fino ad accumulare vantaggi tecnologici sempre più allargati nei tanti prodotti core componenti del prodotto auto.
Oggi il Dna del Gruppo Fiat è sufficientemente specifico da poter parlare di un' articolazione organizzativa capace di produrre Know-How specifico.accumulato e localizzato. (Il nuovo investimento in formazione ed impianti a Pomigliano si spiega in questa visione) Le nuove tecnologie si allontanano in parte dal tentativo di automazione spinta, per dare valenza al decentramento che assume sempre più un carattere di possibile sistema territoriale con valenza diversificata.

I vantaggi del progresso
L'ipotesi che la nuova in-dustria possa beneficiare di vantaggi dovuti a progresso tecnico localizzato, restituito attraverso nuovi processi di learning by doing, non è più improbabile, specie se accompagnati da specifici modelli di politica industriale a governance regionale e locale. Le nuove tecnologie utilizzate non sono solo quelle spinte solo dalle Ict ma spesso posso essere ridefinite a valenza Ickt/Icct dove la K sta per Knowledge e la seconda C in Icct sta per competence, per sottolineare le modalità di trasmissione delle conoscenze e le modalità di accumulazione delle competenze vengono accelerate nei nuovi modelli organizzativi disponibili.L'integrazione di Cad/Cam/Cae richiedono nuove modalità di penetrazione di Knowlwdge — base engegnering tecnologie, queste vanno stressate in nuove interazioni capabilities —competence, così che le stesse finiscono per produrre milioni di informazioni provenienti dal mercato (clienti e Fornitori) , dagli utilizzatori ( operai ed ingegneri), dai fornitori di servizi ( assistenza e commercializzazione), dai manutentori ( di impianti ) , dai laboratori di ricerca e sviluppo (interni ed esterni. Se la Fiat è allora in-dustria e non più industria, la politica industriale regionale può avere un ruolo se interpreta ed intercetta lo spazio per le economie esterne capaci di riprodurre i vantaggi competitivi localizzati, sempre più dipendenti dalla qualità del capitate umano e dal capitale sociale riproducibile. Il terzismo dell'in-dustria se affrontato con consapevolezza potrebbe essere meno rischioso di quello dell'industria.

Marchionne, svolta filosofica
La Fiat di Pomigliano ha cambiato nome, si chiama Fabbrica Gianbattista Vico e Marchionni ha fatto visita agli stabilimenti rinnovati ed ha avuto complimenti e plausi da filosofi e studiosi riconosciuti, tutti hanno cercato di rispondere al perchè e le risposte sono state multiple. Biagio de Giovanni si è rifugiato nell'idea che finalmente l'amministratore delegato è un illuminato. Ernesto Paolozzi ha parlato di Fabbrica nuova ed ha colto l'idea che Vico ha introdotto con la sua filosofia una logica nuova, dialettica e storica, fino a ipotizzare che la poesia potesse essere l'elemento cognitivo e produttivo. Allora l'amministratore delegato della nuova Fabbrica sarà un poeta? Sempre Ernesto Paolozzi ci dice che bisogna mettere in risalto l'intuizione di Marchionne e della dirigenza Fiat: la connessione tra pensiero di Vico e la contemporaneità. Lo sforzo da compiere sarebbe quello di riconquistare il senso dialettico della vita e della storia, nella nuova filosofia devono trovare spazio razionalità ed irrazionalità, quantità e qualità, universalità e particolarità. Solo muovendosi in questa direzione sarà possibile fare luce sui modelli organizzativi che si intrecciano nella complessità del divenire.
I punti di partenza per il rilancio
Ma da dove cominciare? Il caso Pomigliano è una conferma di questa direzione? Per Aldo Fasullo è la nozione di Feedback che avvicina Vico al tema della complessità dei sistemi organizzativi e l'aver scommesso nuovamente sugli uomini e sulla loro capacità di dare feedback creativi che la Fiat-Vico scommette.
Ma lo può fare oggi, diremo noi, solo perchè oggi il campo è libero rispetto alla possibilità di usare le nuove tecnologie, solo oggi le tecnologie sono moltiplicative e distributive di conoscenze (Ickt/Icct) e capaci di diminuire il tempo delle competenze accumulate, e solo oggi vi è un'accelerazione necessaria dei processi riorganizzativi.
Solo in una visione liquida dei modelli organizzativi, gli uomini in carne ed ossa devono nuovamente prendersi la responsabilità di ripartire, investendo in creatività, in entusiasmo, in preparazione per l'inventiva, in rispetto per la tradizione ma anche in coraggio per travolgerla.
Per Masullo, Vico non fa che registrare un feed-back sociale. Viene infatti rilevato che, ridotta l'umanità dell'uomo, con la disgregazione del sociale, all'estrema miseria della hobbesianamente lupesca paura di morte, è proprio questa paura è la molla che risospinge l'uomo verso l'alto, a ricostituire una condizione di socialità. L'uomo è pienamente libero, ma finalmente l'origine del suo esser libero non è nella sua logicità ma nella sua praticità. Il meccanismo del feed-back come proprietà naturale del vivente non riduce a determinismo la libertà umana, ma la radica nell'originaria spontaneità del gioco delle emozioni, che lo respingono verso il futuro.

Da Torino un segnale importante
Senza mettermi in concorrenza con i filosofi, con il concetto di In-dustria e le implicazioni connesse, ho voluto inquadrare in un'unica risposta alcuni comportamenti organizzativi che hanno avuto risposte multiple degli studiosi, degli operatori e dei commentatori ; perchè la Fiat ha voluto dare il segnale ( e lo hanno fatto altre aziende) di voler anticipare l'aumento di salario? Perchè la Fiat senza spinte di finanziamenti dedicati ha chiuso e riaperto lo stabilimento di Pomigliano ed ha investito in nuove capabilities e nuove tecnologie senza ricorrere a strumenti più tradizionali di ricambio di capabilities?
Perchè la nuova fabbrica si chiama Gimbattista Vico? Perchè bisogna rinnovare completamente la politica industriale e la politica per l'istruzione ?
La mia risposta è: perchè molte industrie stanno diventando in-dustre, sia quelle tradizionali che quelle hi-tech, nessuna di esse può tenere lontano le organizzazioni che producono competenze specifiche localizzate, le deve riconnettere scoprendo ed investendo nel loro potenziale. Siamo contenti che questo sia avvenuto anche a Pomigliano.


num. 040 - pag. 1
 

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