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30-04-2008

L'Avvocato, la parcella e la prescrizione

Riflessioni giuridiche in materia di liquidazione delle spettanze professionali
Paolo Capezzuto* Valeria Cascio** *avvocato **praticante avvocato

More solito gli avvocati sono costretti a convenire in giudizio qualche ex cliente per sentirlo condannare al pagamento delle spettanze professionali maturate a fronte di processi conclusi. All'uopo, se trascorre qualche anno dal termine della prestazione professionale o dalla revoca del mandato difensivo, sarà buona norma ricorrere a lettere interruttive del termine prescrizionale triennale.
Ed è proprio l'eccezione di prescrizione ad essere oggetto della presente analisi e ad essere sovente utilizzata alla prima udienza dal cliente convenuto in giudizio, concludendo per inammissibilità del diritto ritenuto estinto, con vittoria di spese e competenze del giudizio. In ordine all'an debeatur, la documentazione da offrirsi dal professionista - attore, porterà il giudicante ad affermare il mancato pagamento delle competenze professionali da parte del cliente — debitore per le già note sentenze della Suprema Corte 2001-02, che invertono l'onere della prova riguardo il mancato adempimento dell'obbligazione. Il creditore professionista produrrà la fonte del rapporto giuridico professionale allegando l'inadempimento, scaricando sul convenuto debitore, l'onere dell'eventuale adempimento estintivo. Per inciso a seguito della straripante produzione giurisprudenziale di merito che vuole tutelare ad oltranza il consumatore, sarà buona regola, nel radicare la controversia dinanzia al foro di iscrizione professionale del legale, richiamare questa specifica competenza territoriale derogabile, per non incappare in pronunce di incompetenza territoriale a favore del cliente. Segnatamente, riprendendo le fila del discorso, in afferenza alla documentazione da versare in atti, sarà necessario produrre il conferimento del mandato e la documentazione professionale approntata per il processo, allegando l'eventuale opinamento del Consiglio dell'Ordine competente se per le competenze maturate si ritiene di non dover rientrare nei minimi tariffari, bastando viceversa la nota spese depositata o parcella. Sebbene, il procuratore del convenuto formuli, come di solito accade in prima battuta nella comparsa di costituzione e risposta, l'eccezione di improponibilità della domanda e di intervenuta prescrizione del diritto azionato, reiterandola a verbale di prima udienza, questa, ex officio, non può essere accolta in quanto costante giurisprudenza afferma che "il carattere dispositivo della prescrizione — art. 2938 c.c.- comporta, per la parte che propone la relativa eccezione, l'onere di tipizzarla secondo una delle varie ipotesi previste dalla legge, con le allegazioni di fatto necessarie per rendere comprensibile ed individuabile l'eccezione secondo l'uno o l'altro dei tipi legali; ove venga sollevata genericamente l'eccezione di prescrizione — come nel caso di specie - il giudice deve poi limitarsi a prendere in considerazione soltanto la normale prescrizione estintiva ed in particolare quella decennale, e non può, senza una esplicita precisazione al riguardo della parte, prendere in esame le prescrizioni presuntive eventualmente verificatesi, sussistendo tra i due tipi di prescrizione un'incompatibilità logica, che non consente la loro contemporanea proporzione nello stesso giudizio (Cass. 26.8.93 n. 9019, Cass. 07.12.1996 n. 10904). Da quanto esposto, ne consegue che ove l'eccezione di prescrizione sia formulata genericamente, deve ritenersi eccepita non la prescrizione presuntiva di cui all'art. 2956 n. 2 a norma del quale si presumono prescritti in tre anni il diritto...dei professionisti, per il compenso dell'opera prestata e per il rimborso delle relative spesse, bensì la prescrizione estintiva decennale. Alla luce di queste considerazioni, avendo nel caso la parte convenuta genericamente eccepisca la prescrizione del diritto azionato, così come formulata, l'eccezione dovrà ritenersi di prescrizione decennale, per cui il Giudicante non potrà applicarne d'ufficio una diversa. Per quanto concerne la decorrenza del termine di prescrizione, l'art' 2957 c.c. 2° co, statuisce che "per le competenze dovute agli avvocati, ai procuratori e ai patrocinatori legali, il termine di decadenza decorre dalla decisione della lite, dalla conciliazione delle parti o dalla revoca del mandato, per gli affari non terminati, la prescrizione decorre dall'ultima prestazione". Peraltro, ai sensi dell'art. 85 c.p.c., il difensore che abbia rinunciato al mandato, mentre conserva, fino alla sua sostituzione la legittimazione a ricevere gli atti indirizzati dalla controparte al suo assistito, non è legittimato a compiere atti nell'interesse del mandante, atteso che la rinuncia ha pieno effetto tra il cliente e il difensore e determinano il venir meno del rapporto di prestazione di opera intellettuale instauratosi con il cosiddetto contratto di patrocinio. Ne consegue, che per la circoscritta attività di ricevimento degli atti, spettano al difensore non sostituito i diritti di procuratore in base alle tariffe vigenti al momento dei singoli atti, nonchè gli onorari di avvocato in base alla tariffa in vigore al momento della rinuncia. Peraltro, l'eventuale ingiustificato rifiuto della persona del convenuto a rendere interrogatorio formale, sebbene ritualmente citato, costituirà fatto processuale, tale da indurre a ritenere ex art. 232 c.p.c. ammessi i fatti che formano oggetto di interrogatorio, quando concorrono anche altri elementi — come la produzione documentale a sostegno della domanda dell'attore -. L'attore dovrà essere soddisfatto per la prestazione professionale svolta adeguando i minimi professionali secondo le tariffe vigenti all'epoca delle prestazioni.


num. 082 - pag. 35
 

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