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16-01-2009

Un nuovo appello ai liberi e forti

Alfonso Ruffo

Quando John Fitzgerald Kennedy cominciò a immaginare per sé un futuro in politica – destino fino a quel momento riservato al fratello maggiore Joe, ucciso in guerra - comunicò agli amici che si sarebbe dedicato al servizio pubblico. Disse proprio così: servizio pubblico. Da svolgere con onore per il bene del Paese e il prestigio del nome di famiglia. Una sorta di dovere da compiere per restituire alla collettività qualcosa della propria straordinaria fortuna.
Da quale sentimento sono mossi i nostri politici e amministratori pubblici quando decidono di andare all'assalto di questo o di quel posto? La risposta a questa domanda definisce lo spettro dei pensieri e delle azioni che dobbiamo attenderci. Fin quando l'ingresso in un'assemblea rappresentativa o l'assunzione di una responsabilità di governo saranno la soluzione di problemi individuali di occupazione e reddito le speranze da nutrire saranno poche.
Il Mezzogiorno salverà il Mezzogiorno – per recuperare il tema del convegno odierno sul pensiero di Luigi Sturzo e i suoi insegnamenti – a patto che i meridionali imparino a combattere prima di tutto i propri difetti.
Quanti conterranei potrebbero oggi rispondere all'appello "ai liberi e forti" lanciato dal sacerdote siciliano nel discorso di Napoli del 1923? E' passato quasi un secolo e l'esortazione resta ferma nell'aria, in attesa di essere raccolta.
Per quel poco che può significare, il Denaro ha deciso di affiancare il drappello di persone che ha il merito di non arrendersi di fronte alla marea montante della sfiducia recuperando i temi e gli argomenti di una possibile rinascita civile. Nel passaggio cruciale a una forma di governo federale, il Sud deve ritrovare energie e sensibilità capaci di selezionare un personale dirigente nuovo e innovativo. Credibile e responsabile.
Cercheremo di dare continuità a uno strumento di confronto, il Sudsidiario, che si colloca nella tradizione del dialogo e dell'approfondimento. Metteremo al centro delle riflessioni i temi del merito, dell'impegno, della capacità di competere con lealtà. Saremo vicini agli sforzi dei singoli, delle associazioni, delle famiglie rivolti a spezzare le catene di un sistema che lascia poco spazio alla gioia di vedere realizzati i propri sogni.
Un grumo di neve, rotolando, può trasformarsi in una valanga. Nei giorni bui di Napoli, della Campania, di gran parte del Mezzogiorno, scambiare parole di ottimismo e buona volontà può servire a richiamare in servizio il sole caldo e luminoso sotto il quale è fiorita una civiltà e si è affermato un pensiero che il mondo ci ha invidiato. Se gli uomini ci sono, vanno incoraggiati; se mancano, vanno formati. Diamoci da fare.


num. 009 - pag. 25
 

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