|
Perché il Cardinale Crescenzio Sepe non perde occasione per ricordare che i napoletani hanno il cuore d'oro e che da nessuna altra parte del mondo ha mai riscontrato il loro grado di generosità?
Perché, evidentemente, questo gli fa dire la sua esperienza diretta. Non c'è stata iniziativa promossa dal Vescovo cittadino che non abbia riscosso un successo superiore alle aspettative. Come d'incanto, si potrebbe dire per miracolo, questo popolo indolente e un po' cialtrone che affronta l'esistenza con disincanto e fatalità diventa partecipe e s'impegna. Così è accaduto con il reparto dell'ospedale per bambini, così con la casa di Tonia per ragazze madri, così per l'asilo nido multietnico. Così, ancora, con l'ultima proposta di aiutare a crescere nello studio i piccoli abitanti della metropoli le cui famiglie non hanno soldi per assicurarne la frequenza a scuola. L'idea è stata appena lanciata e già le offerte piovono a centinaia. Sarà un problema gestirle.
Qual è il segreto di tanto successo? Basta vestire la porpora per scuotere la coscienza di una città che ha fatto dello scetticismo il suo abito mentale? Evidentemente no. Cerchiamo di capire, allora, il come e il perché di questo fenomeno.Intanto, Sua Eminenza non lancia una nuova idea se prima non ha realizzato la precedente. Dopo l'apertura di credito ricevuta sull'asta bandita al suo arrivo in città, le opere per le quali il Vescovo ha chiesto il sostegno di chi può darlo hanno tutte visto la luce. Nei tempi previsti. All'occorrenza, l'uomo di Chiesa si fa capo mastro e dirige i lavori di persona. Ha conquistato il suo pubblico. Oltre che simpatico, è diventato credibile. Il Cardinale, poi, sta molto attento a non staccare i piedi dal suolo: nessun volo pindarico, nessuna fantasia stravagante. Solo cose che si possono vedere e toccare. Infine, il pastore di anime mette una grande attenzione nell'uso dei fondi che impegna con la diligenza del buon padre di famiglia facendoli fruttare fino all'ultimo centesimo. I napoletani, dunque, si sono persuasi che il loro Vescovo non sia il classico imbonitore: buono a predicare ma inadatto a fare. E rispondono ai suoi appelli con una gioia che sembrava impossibile generare. Ecco, Sepe ha saputo conquistare la fiducia dei suoi interlocutori che ora gli si affidano senza timore di essere traditi.
A che cosa serviranno i miei soldi? Come saranno spesi? Andranno davvero a beneficio della collettività e dei bisognosi? Agli appelli del Vescovo, i napoletani non si fanno più tante domande. Che riservano, però, a tanti altri richiedenti verso i quali conservano una forte e forse sana diffidenza. |