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  profilo di Orazio Mazzoni

Il giornalista. L’editore

Orazio Mazzoni nasce a Napoli il 5 febbraio 1930.

Nel ’40 si iscrive all’Istituto Bianchi, dove frequenta tutte le classi ginnasiali e liceali. Si impegna negli studi classici, sotto la guida dell’insigne grecista Padre Cilento, e partecipa attivamente alla vita dell’Istituto anche nelle manifestazioni extra-scolastiche (si occupa della redazione del giornalino ed è autore di copioni teatrali, che saranno poi recitati dagli allievi stessi nel corso dell’anno scolastico).
A quindici anni fonda la “Lega degli Studenti Medi”, il cui scopo è di organizzare corsi di ripetizione per studenti che necessitano di consolidare la propria preparazione e corsi serali per i lavoratori che vogliono conseguire un titolo di studio (veri e propri corsi di recupero e corsi serali per studenti lavoratori ante-litteram).

Nel ’47 consegue la maturità classica e si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza.
Entra contemporaneamente nel Domani d’Italia, dove rimane fino al ’49.

Nel ’50 è redattore del Mattino d’Italia. Il giornale, di cui è direttore Ugo Amedeo Angiolillo e vicedirettore Gino Doria, annovera tra i suoi collaboratori nomi prestigiosi quali Francesco Compagna e Michele Prisco.

Nel ’53 passa al Corriere di Napoli, diretto da Arturo Assante, e successivamente al Mattino, diretto da Giovanni Ansaldo. In questi giornali si occupa di cronaca comunale e politica.

Nel ’55 consegue la laurea in Giurisprudenza.

Nel ’64 diventa capocronista del Mattino, ruolo che occupa fino al ’68.
Svolge contemporaneamente attività di articolista e di inviato della Settimana Incom, della Nazione, del Resto del Carlino, del Tempo Illustrato.

Nel ’62 gli viene consegnato, al Circolo della Stampa di Milano, il Premio “Orio Vergani”, destinato “al giovane giornalista che ha maggiormente contribuito al prestigio della Professione”.

Nel ’66 rappresenta l’Italia nell’European Journalist Group, costituito sotto l’alto patronato della Casa Bianca; successivamente fa parte della delegazione italiana che si incontra annualmente con la delegazione del Parlamento tedesco per discutere dei problemi del Mezzogiorno.

Nel ’68 è assunto al Corriere della Sera, diretto da Giovanni Spadolini.

Nel ’69 ritorna al Mattino come inviato speciale. Di questi anni sono le inchieste giornalistiche svolte in Italia, in vari paesi europei, nell’URSS e negli Stati Uniti.

Nel ’69 è inviato speciale nel Vietnam e in Israele. Per questi suoi reportage gli viene attribuito, da una giuria formata dai direttori dei principali quotidiani italiani, il Premio “Saint Vincent”.

Nel ’74 è vicedirettore del Mattino con Giacomo Ghirardo. Ne assume la direzione nel 1975 e resterà direttore fino al 1978.

Nel ’79 fonda il settimanale Napoli Oggi; nell’85 fonda il quotidiano Il Giornale di Napoli, pubblicato prima nella sola edizione del pomeriggio (Ultimissime) e, dopo alcuni mesi, anche in quella del mattino. Di questi giornali è anche direttore.
Lascia la direzione del Giornale di Napoli nell’87; ritorna ad occuparsi per breve tempo di Napoli Oggi e ne affida, poi, la direzione ad Alfonso Ruffo, che lo aveva seguito fin dalla fondazione di questa testata.
Negli anni che seguono si impegna maggiormente nell’azienda tipografica (anch’essa da lui fondata), che avrebbe stampato in seguito, oltre ai suoi giornali, anche numerosi quotidiani e settimanali.

Nel ’91 fonda, insieme ad Alfonso Ruffo e alla figlia Clelia, il settimanale economico il Denaro.

Negli ultimi anni, lasciata la responsabilità dell’azienda tipografica al figlio Renato, che già da diversi anni collaborava con il padre nella conduzione dell’azienda stessa, lavora - con la collaborazione di docenti universitari, giornalisti ed esperti in lingue estere - ad un progetto di costituzione di un Centro di studi e comunicazioni sociali, che si propone di sviluppare il ruolo di Napoli come ponte tra i paesi del mondo occidentale e quelli del Sud-Est, in particolare del bacino del Mediterraneo.

Muore il 17 dicembre 1997.

Orazio Mazzoni inizia la sua attività accademica come assistente volontario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli, interessandosi della fenomenologia dei partiti e delle istituzioni pubbliche, nella comparazione tra il sistema italiano e quello degli Stati Uniti.
Nell’anno accademico ‘70-’71 ha l’incarico per l’insegnamento di Sociologia presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno.
Nel ’73 è professore incaricato di Storia dei partiti e dei movimenti politici presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli. Dal ‘78 è presso la stessa Facoltà titolare dell’insegnamento di Sociologia, prima come professore incaricato stabilizzato e, poi, come professore associato. Promuove e coordina, nell’ambito del suo corso di Sociologia, un ciclo di seminari sul giornalismo a cui partecipano, fra gli altri, Francesco Alberoni, Arrigo Levi, Guglielmo Zucconi.
Per alcuni anni insegna Sociologia presso l’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”.
Pubblica numerosi saggi e monografie, fra cui: “La funzione dei partiti nello Stato democratico”; “Frazionismo e Partecipazione”; “Strutture sociali del Mezzogiorno”; “Problemi e prospettive di Sociologia applicata”; “Il Mezzogiorno d’Italia come modello di analisi sistematica”.

La sua intensa attività di giornalista, editore, professore universitario non gli impedisce di coltivare altre sue passioni: la fotografia, la cinematografia e, soprattutto, la musica – sia sinfonica che lirica – di cui è profondo e fine conoscitore.
Il suo humour e la sua ironia trovano spesso la migliore espressione nei versi: sono famosi, fra i colleghi e gli amici, i suoi epigrammi su personaggi e fatti di costume.

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